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DOWN-THE-LINE

Futuro e memoria

DOWN-THE-LINE (Futuro e memoria)

Regia Arturo Cannistrà – Gianni Rosaci
Coreografie: Roberta Romei – Gabriele Rossi
Musiche: Autori vari curate da Giuseppe Annese
Costumi: Maura Romei
Scenografie: Serena Bigi

Il 20 febbraio 1909 fu pubblicato a Parigi da “Le Figaro” il primo manifesto del Futurismo.
Al di là del suo estremismo, tipico di tutti quei movimenti che vogliono scardinare e stravolgere un epoca, al di là della figura controversa del suo fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, quello che mi ha fortemente affascinato, visitando la mostra futurista alle Scuderie del Quirinale di Roma, sono le forti energie che emanavano i dipinti, i fasci di luce ad indicare una simultaneità di emozioni irriconoscibili, le tecniche pittoriche usate per dare il senso di una velocità che non lascia spazio al pensiero.
Ho avuto in quel momento la cognizione di quello che in questi cento anni ha significato per l’uomo l’eccezionale sviluppo tecnologico ed ho riconosciuto ai futuristi la loro capacità di averne intuito la portata e di averla espressa con grande efficacia.
La tecnologia ha sempre avuto due finalità principali: ottimizzare e velocizzare le nostre attività.
Oggi la scienza e la medicina hanno raggiunto frontiere inimmaginabili mentre i mezzi di locomozione e telecomunicazione si sono evoluti fino quasi ad azzerare le distanze e a rivolgersi anche fuori del nostro pianeta. Tutto ciò ha aumentato la durata e la qualità della vita umana in maniera esponenziale, ha consentito che quasi tutti abbiano la possibilità di conoscere, conoscersi e comunicare, ma la velocità con la quale tutto è avvenuto (meno di un secolo) ha, a mio avviso, sconvolto gli equilibri sui quali la natura, compresa quella umana, si fondano.
Così, mentre noi di una generazione non più giovanissima rischiamo di soccombere alla nevrosi e allo stress dello “stare al passo con gli altri”, mentre troviamo sporadici momenti di un ritmo più lento nelle mode delle beauty farm, degli agriturismo o dello slow food, mentre ci rifugiamo nella spiritualità più o meno sentita per sfuggire al nostro progressivo svuotamento, i nostri figli rischiano di vivere una vita dove non si conoscono
i sentimenti, non si sa riconoscerli e gestirli, dove le parole si battono sulla tastiera ad una velocità strepitosa, ma non si sa dirle con le labbra, con i gesti, guardandosi negli occhi.
E’ per questo, probabilmente che un numero sempre crescente di giovani ricorre alla violenza e alla aggressività per comunicare al di fuori del web. La stessa violenza e aggressività esaltate provocatoriamente dal primo manifesto futurista, come motore di smantellamento di un’epoca, che oggi tornano, ma private di una caratteristica che comunque pervadeva il futurista: l’inseguimento di un sogno.
Tutto questo si è succeduto nella mia mente mentre visitavo la mostra sul Futurismo ed è stato allora che ho deciso di esprimere queste sensazioni attraverso il brano Futuro e memoria.
La danza, i corpi, la gestualità, la musica, l’allestimento, i tempi scenici e l’uso delle luci, non dovevano essere, secondo la mia visione, rivisitate in chiave futurista, bensì mezzi per rendere sulla scena la percezione che non si possa rinnegare il futuro né avere nostalgia del passato, ma che occorra al più presto recuperare la memoria della nostra dimensione umana.
Gianni Rosaci

Nuova creazione. Prossime rappresentazioni:
- Festival delle Ville Tuscolane, Villa Torlonia – Frascati (Rm) – 12 luglio 2009
- Notti al Castello – Grottaferrata Rm – 24 luglio 2009-06-29


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